il diesel più parco costa come un'elettrica e consuma il doppio

2022-06-11 01:32:56 By : Ms. Maggie Lee

Il diesel più parco costa come un’elettrica: secondo Quattroruote è la Golf 8,  motore 2.0 TDI 150 CV. Con una media di consumo (misurata dal Centro Prove del mensile)  di 21,3 km/litro. Fantastico record, per chi vuole acquistare un’auto endotermica, e con grande autonomia. Ma costa quanto una full-electric, come la VW ID.3 Pure Performance con batteria 45 kWh. Ma per il gasolio spendi quasi il doppio e hai costi più elevati di manutenzione, bollo, assicurazione… 

Sono provocatorio, naturalmente. Ci sono certamente valide ragioni, ancora oggi, per acquistare ancora un’auto endotermica. Prima fra tutte l’impossibilità da parte di molti di ricaricare presso la propria abitazione o sul posto di lavoro. In questi casi l’adozione di un’elettrica non è certamente da consigliare. I disagi nell’utilizzo sarebbero troppi. Ma la mia perplessità è: chi percorre 15.000 km l’anno e ha invece la possibilità di ricaricare a casa, per quale motivo fatica a valutare anche un’auto come la ID.3? Che, a parità di prezzo di acquisto (senza incentivi), fa risparmiare 8mila euro in 8 anni... Sarò un fan dell’elettrico, ma non lo capisco. Davvero. Quattroruote non è nuovo a questo tipo di classifiche. Ma trascura le BEV. Lo ha fatto anche quando ha stilato la classifiche delle auto che percorrono più km con 10 euro. Incoronando la Volskwagen Up Eco Move   (a metano), con 163,9 km. Ora, con 10 euro, nonostante gli aumenti, si ricaricano in un’elettrica circa 40 kWh di energia, con cui qualsiasi EV percorre facilmente oltre 163 km. E le più efficienti fanno anche il doppio.

STESSO PREZZO DI ACQUISTO – Le elettriche sono care? Non sempre. La VW ID.3 Pure Performance 45 kWh e la Golf 8 2.0 TDI 150 CV hanno entrambe un prezzo di listino di 34.850 euro. Al momento gli incentivi statali non ci sono, ma a breve (si parla di inizio aprile) dovrebbero  tornare ad esserci. E questo porterebbe un’auto come ID.3 a essere estremamente più economica della sua controparte termica.

MA GOLF CONSUMA IL DOPPIO – Nonostante sia l’auto diesel più risparmiosa (e certamente il valore medio di 21,3 km/litro è degno di nota), costa in carburante quasi il doppio della cugina ID.3. Abbiamo preso un prezzo medio del diesel di 2,00 euro e di 0,25 Euro/kWh per l’energia elettrica. E per la ID.3 consideriamo un consumo medio di 5 km/kWh. In 8 anni, con percorrenza di 15.000 km l’anno, Golf costa in carburante  11.260 euro, contro 6.000 euro della ID.3. Per pareggiare, il costo dell’energia elettrica dovrebbe praticamente raddoppiare e portarsi a 0,50 Euro/kWh.

IL BOLLO DI GOLF 15 VOLTE QUELLO DI ID.3 – La ID.3, in quanto full electric, non ha il bollo per i primi 5 anni e poi paga, nella maggior parte delle regioni, il 25% di quanto dovuto sulla base dei kW a libretto. ID.3 ha una potenza dichiarata di 70 kW, nonostante la potenza reale sia pari a 100 kW, disponibili a zero giri. E questo rende le due auto pienamente confrontabili per prestazioni. Perché quindi voler pagare di più?

ASSICURAZIONE – Ognuno qui valuti con la propria compagnia, sulla base dell’appartenenza geografica e della propria categoria di rischio. Ma fino a oggi, quello che succede è che le elettriche godono di polizze di circa un terzo meno care delle sorelle endotermiche. Perché statisticamente soggette, finora, a una più bassa sinistrosità.

MANUTENZIONE? COSTA LA META’ – Anche approfittando dell’acquisto prepagato di pacchetti di manutenzione VW, il costo dei tagliandi di Golf è quasi il doppio. E l’eventuale manutenzione straordinaria è potenzialmente superiore a quella dell’elettrica, in cui i componenti soggetti a usura e necessità di sostituzione sono ridotti al minimo.

Se è vero tutto questo, la gente dovrebbe sgomitare per acquistare un’ID.3 e preferirla a una Golf TDI. Perché allora non è così? Non mi stupisco che non lo sia. Come detto, non consiglierei l’acquisto di ID.3 a chi non saprebbe dove ricaricarla perché la notte è costretto a parcheggiare l’auto in strada. Purtroppo, in questo caso, un’auto endotermica è ancora la scelta inevitabile. Ciò che però continua a lasciarmi perplesso è che la maggior parte di quanti questa possibilità invece l’hanno, nonostante i numeri parlino ormai molto chiaro, non prendano ancora in considerazione la scelta elettrica. Nonostante i numeri parlino ormai molto chiaro. E chi fa 15.000 km all’anno ha generalmente percorrenze giornaliere il cui picco rientra ampiamente negli oltre 200 km di autonomia di un’auto come la ID.3.

Ops…. Era il costo globale del bollo Scusate Enrico

Salve, A parte tutti i commenti , molti pertinenti, si potrebbe emendare la tabella confronto correggendo il bollo da 2000 euro della Golf? Grazie Enrico

21,3 km/litro pari a 10,7 kWh se questo è un motore parco nei consumi le EV cosa sono 🤔🤔 perché con quei kWh la mia piccolina fa più di 100km 🤷🤷

Boh, sarà che ho il piede pesante ma personalmente con la mia Dacia Duster diesel percorro 100 km con 6 litri di gasolio, altro che 28km/litro, e spendo più o meno 10euro. Con la Twingo elettrica per 100km servono meno di 14 kW, che mi costano più o meno 2 euro. Davvero non c’è gara, sui consumi. Quindi il diesel lo uso quando è necessario, se mi serve bagagliaio o devo fare molti chilometri, due situazioni per cui la mia citycar elettrica non è adatta. Ma quando sarà ora di cambiare il diesel non dubito che lo cambierò con una elettrica. Magari il nuovo furgone Maggiolino…. 🙂

Bo..perché avete scelto proprio una tedesca , con quello che costano? Io ho una bellissima e silenziosissima DS3 crossback 1.5 TDI euro 6,d. Faccio 28 km con un litro nel misto e nella media 24. Pagata 26000 euro con fari full intelligenti, pelle interna, livello 2 guida e tanto altro. Pago 150 euro annuale di ass e 120 di bollo. Non la cambierei con nessuna elettrica, neppure con una tesla che ho guidato. Si viaggia come nelle migliori ammiraglie Mercedes o Bmw e quando faccio rifornimento dopo 2 minuti riparto in serenità assoluta. Per me l elettrico ne deve fare ancora tanta di strada..e non parlo solo di costi.

A cone fai a pagare 160 euro di assicurazione? Passi il bollo ma nella mia regione, Lazio, l’assicurazione costa minimo il doppio, anche per una pandina.

Basta essere in prima classe di merito ed abitare in una provincia “virtuosa”: io abito in Emilia-Romagna, in provincia di Ferrara e le assicuro che i prezzi, confrontando su internet le varie proposte, per un segmento B o c sono quelli. Però basta spostarsi in un’altra provincia, tipo Bologna o Modena, e la musica cambia

Però è strano che nessuno commenti il post nel quale Giorgio documenta le disavventure con le batterie di proprietari di tesla negli USA

Alessandro D “Signor Astuto, mi arrendo subito anche con lei. ” Dai, per questa volta ti perdono e ti invito a daer un paio di accelerate all’RD! Solo a caldo però! 😉

Premesso che sono in attesa di ritirare una Dacia Spring (quindi non sono un anti-elettrico….) ho anche io un paio di domande/commenti sui costi esposti nella comparazione. Riguardano entrambi i modelli quindi non modificano le conclusioni e gli obiettivi che l’articolo si prefigge, qualunque essi siano. Manutenzione: 487 euro o 900 euro in 8 anni? mi sembrano pochini anche considerando zero rotture ma solo tagliandi annuali (tralascio i pneumatici……) Assicurazione RC: 800 euro o 1200 euro in 8 anni? anche questi mi sembrano pochi. Acquisto una Dacia Spring per sostituire una Punto a benzina. A parita’ di situazione (conduttori, classe CU, garanzie acquistate) e a Bologna, mi chiedono rispettivamente 265 e 285 euro annui………

I costi di manutenzione sono quelli riportati da Volkswagen e verificabili sul sito. I costi per l’assicurazione, come detto più volte, variano molto in funzione della classe di merito, dell’appartenenza geografica, della compagnia.

“I costi di manutenzione sono quelli riportati da Volkswagen” e’ un po’ come chiedere all’oste se il suo vino e’ buono…. Sono in classe CU1, a Bologna (non a Napoli, senza offesa per i napoletani……) e i preventivi li ho ottenuti da noto sito web di comparazione……. Ripeto: numeri sottostimati……

Bologna è peggio di Napoli, grazie ai risarcimenti monstre ottenuti dai consulenti di infortunistica. I bolognesi sanno a chi mi riferisco.

Stesso sito di comparazione, stessa auto, stesse condizioni ma residenza trasferita da Bologna a Napoli: il preventivo non diminuisce, anzi…… E comunque, lasciando da parte Bologna e Napoli, ma c’e’ veramente qualcuno che spende 100 euro all’anno di assicurazione R.C.?

Io spendo 140,00 Euro all’anno di RC per la mia Volkswagen ID.3. E ho una classe di merito bassa perché non ho avuto l’auto di proprietà per molti anni e quindi 4 anni fa sono ripartito da zero.

Infatti, Napoli e Bologna sono fra le città più care in assluto. Per ragioni diverse però: la prima per le truffe e l’indisciplina, la seconda per i colpi di frusta.

Paolo Mariano, gentilmente mi lasci il nominativo del suo assicuratore……. Grazie

Buon giorno Stefano, cosa intende dire? I costi di manutenzione ordinaria sono definiti dal costruttore e li può verificare qui https://manutenzione-volkswagen.vwfs.it/form

Intendo dire che mi sembrano numeri sottostimati e sulla base della mia esperienza di possessore di 3 auto a cui faccio fare ordinaria manutenzione stando sempre attento ai preventivi. Si potra’ dire che la mia esperienza non e’ generalizzabile ma invito a manifestarsi chi effettivamente spende circa 110 euro/anno di manutenzione di una auto endotermica (senza fattura pero’ non vale eh…..)

https://www.volkswagen.it/app/promozionewecareeasy/

Tagliandi prepagati. 420,00 Euro il pacchetto di due tagliandi (48 mesi o 60.000 km)

Perfettamente d’accordo. Sulla manutenzione costi davvero sottostimati, ma peggio per l’assicurazione RC. Io vivo nel Lazio e meno di 300 euro l’anno nemmeno per la Fiat Panda

I costi di manutenzione sono condizionati da molte variabili e quindi ci possono essere cospicue variazioni a seconda delle scelte fatte dal proprietario. Parto da un presupposto “eretico”: i tagliandi di manutenzione programmata sono utili, in primo luogo, alla rete di assistenza ufficiale, in modo da assicurarle lavoro. Basta rivolgersi a qualche rete parallela, tipo Bosch Service o simili, per avere prezzi diversi, spesso più convenienti anche usando lubrificanti ed altri materiali comparabili. Pur non essendo ancora approdato, per motivi di budget, all’elettrico, e non potendo fare paragoni diretti, le assicuro che, con una guida prudente ed attenta, si possono ottenere risparmi notevoli: i moderni lubrificanti, ad esempio, si possono utilizzare per 24 mesi e per chilometraggi fino a 30.000 km, i pneumatici, se di buona marca, hanno durata elevata. per quest’ultimo punto, ho ancora su una Fiat Punto acquistata a km0 nel 2014 i Michelin di primo equipaggiamento, dopo 81.000 e conto di arrivare a 100.000 circa prima di raggiungere il limite di usura codice

Ciao Roberto, attenzione che le gomme negli anni induriscono e se da un lato si consumano meno che sarebbe un bel vantaggio, hanno come rovescio della medaglia una minor tenuta, cosa molto pericolosa.. Ti consiglio di cambiarle.

Giusto spunto di riflessione. Però io sono uno di quelli che riesce a consumare molto meno di quello che dichiarano… Ho proprio una fissazione per l’efficienza. Che non significa andare come una lumaca. Significa ben altro. Se quattroruote dichiara oltre 20km/l con 150 cavalli significa che io avrei margini più alti. E comunque pensiamo anche che 150cv non sono affatto pochi, anzi. Con una cavalleria adeguata, intorno ai 100 sono sicuro che ci avvicineremmo ai 30km/l…. Comunque sono ipotesi. I fatti sono che COSTA di più il km con l’auto a gasolio.

Buongiorno… Premetto che non sono qui per parlare male dell’elettrico, ma sono qui per contestare alcuni dati riportati. Prima di tutto si parla di una golf 8 come la più parca nei consumi… Quando tutti sappiamo che l’auto diesel con i consumi più bassi resta tuttora la Mercedes classe A 180d con motore 1.5 Renault (che si trova tuttora con cambio automatico, nuova, a 33mila euro. Verificate pure su autoscout). Se poi il nome Mercedes impaurisce, allora si può prendere lo stesso motore abbinato alla Renault Clio: senza cambio automatico Mercedes a 7 marce non ha gli stessi consumi, che restano comunque ottimi e migliori della golf8 2.0 diesel. Seconda cosa: prendendo una cilindrata 1.5 o 1.6 anche i costi di assicurazione saranno inferiori. Terza cosa: chi spende 34mila euro per una golf? Quarta cosa: perché il diesel lo considerate a 2€al litro (visto che adesso si trova a 1.839) mentre l’elettricità la considerate a 25cent/kw quando quasi tutti la paghiamo 28/30 e alle colonnine non costa meno di 40cent/kw? Quinta cosa: anche i costi su assicurazione e bollo sono da rivedere. (Ricordiamoci che il bollo è gratis per i primi 5 anni e basta.) Sesta cosa: l’Italia è il paese con il parco macchine “più vecchio” e alle persone piace comprare una macchina e tenerla (perché si risparmia). Adesso voi fate il conto della spesa di manutenzione di una macchina dopo 8 anni, che solitamente GUARDA CASO coincide con il periodo di copertura da parte della garanzia della batteria. Voi quindi quando parlate dei costi di manutenzione dell’elettrico considerate i tagliandi fino a 8 anni (che effettivamente costano poco). Ma se pensate che la mia Passat 2.0 diesel ha 15 anni di vita, capite che a 8 anni sono solo a metà vita di una mia eventuale vettura. Quindi… È probabile che in 15 anni, la batteria debba essere cambiata. E in tal caso quanti sarebbero i costi di manutenzione dell’elettrico? O converrebbe rottamarla? Quindi ecco… Troppo facile fare i conti considerando le manutenzioni “low cost” dell’elettrico e senza considerare il vero costo di manutenzione dell’elettrico che sarà il cambio batteria. Quindi vi invito a fare delle riflessioni più profonde, considerando tutti gli aspetti. Tralascio altre considerazioni che altrimenti divento troppo noioso. Grazie Lorenzo

Lorenzo condivido le tue critiche (ne leggerei di simili nei miei commenti più in basso), mi permetto solo qualche obiezione: la Clio è una segmento B, mentre la ID.3 è segmento C. Quindi correttamente il confronto è fatto a parità di segmento. La classe A è segmento C, quindi andrebbe bene, ma secondo il centro prove di quattroruote consuma poco più di una Golf, quasi 20 km/l mentre la Golf supererebbe i 21 km/l. Come riporti tu, però, la scelta più ovvia sarebbe per il motore più piccolo che ha costi di manutenzione e costo d’acquisto inferiore, ma Quattroruote non ha considerato questa versione. L’articolo ha come “pretesto” l’idea di confrontare la diesel di segmento C che quattroruote definisce quella dai migliori consumi con una “pari” auto dello stesso segmento.

Considerato però che l’obiettivo è dimostrare quale, dopo 10 anni, costa meno, l’articolo commette una serie di errori, tra cui proprio la scelta del modello del confronto (e qui ti do ragione). Puntando infatti su altre diesel del segmento C, magari non efficienti (SOLO a detta di Quattroruote) come la Golf 2.000 tdi ma che costano enormemente meno (come ad esempio Citroen C3 e C4, che pure sono segmento C), allora emergerebbe con chiarezza che, in assenza di incentivi, pur con il diesel a 2 euro/litro, queste auto hanno un costo inferiore dopo 10 anni d’utilizzo, costo enormemente inferiore se la ricarica avviene presso colonnine pubbliche.

Buon giorno Lorenzo, abbiamo preso Golf perché lo spunto di riflessione e discussione è nato dalla pubblicazione di Quattroruote, come evidenziato nell’articolo. E loro hanno decretato Golf 2.0 TDI 150 CV come l’auto diesel più parca nei consumi. Da lì siamo partiti. Chi spende 34mila euro per una Golf? Tutti quelli che la acquistano, direi. Il prezzo del diesel: nel momento in cui ho scritto l’articolo, quello era il prezzo medio settimanale. E così pure quello dell’energia elettrica sul mercato libero, al netto dei costi fissi e considerando le dispersioni in fase di ricarica. E’ evidente che nel tempo i prezzi mutano. In positivo e in negativo. Tanto quello dell’energia quanto quello dei carburanti. Nell’articolo e anche in risposta ai commenti ho specificato che ho considerato ricariche a casa. Non alla colonnina. I costi di assicurazione, come scritto, vanno valutati personalmente. Visto che dipendono da appartenenza geografica, classe di merito compagnia. Resta il fatto che generalmente a parità di potenza l’auto elettrica si assicura a un prezzo di circa un terzo inferiore rispetto a quello della sua controparte termica. Inoltre la potenza a libretto è spesso inferiore rispetto alla potenza di picco. E questo ha un impatto ovviamente anche sul bollo. Per il bollo, come scritto nell’articolo, ho considerato il bollo per Golf, dal primo anno, al 100%, e il bollo per ID.3 (a zero per i primi 5 anni e al 25% per i successivi). Consideri che questa è la situazione peggiorativa. Perché in alcune regioni l’esenzione è per sempre. Riguardo alla garanzia sulla batteria e all’eventualità di una sostituzione nel corso della vita dell’auto, per i dati in nostro possesso fino a oggi, tenderei a escludere questa eventualità. La garanzia di 8 anni non significa che all’ottavo anno la batteria debba essere sostituita. Inoltre è sempre prevista la possibilità di intervento parziale (non si cambia tutto il pacco batteria, ma si interviene su singoli moduli). Ma le auto elettriche che hanno raggiunto e superato i 230.000 km di percorrenza hanno pacchi batterie ancora in ordine e con SOH attorno al 90%. Grazie per il suo invito, Lorenzo. Fare delle riflessioni profonde è quanto cerchiamo di fare ogni giorno. E spiace leggere che lei pensi invece che buttiamo lì dei numeri a caso.

Premesso che sono proprietario di una vettura elettrica e di una vettura diesel, concordo con le osservazioni di Lorenzo. Aggiungo che con la mia vecchia vettura Mazda CX-5 diesel Euro 6 già 8 anni fa, posso rimorchiare il carrello con la barca, così come si potrebbe trainalo con la Golf diesel. Dubito che si possa rimorchiare il carrello con la Volkswagen elettrica ID3 e ammesso di poterlo fare, l’autonomia diventerebbe bassissima in autostrada.

Dipende…. la macchina più parca che abbia mai avuto è stata la Yaris D4D del 2003, 27km/l di media reali, non dichiarati. Ad 1.89 al litro fa 7 €/100km. Con la model 3 che ho ora, prendendo a riferimento l’ultima bolletta, spendo 4.1€ (anche qui, media reale). Ovviamente le due auto non sono paragonabili per confort e prestazioni. Fra 12 anni, la macchina avrà 300000 km (ci sono batterie che hanno fatto anche più km), e sicuramente l’autonomia non sarà più la stessa, ma del resto anche un’auto termica dopo 300000km non avrebbe più le stesse prestazioni che aveva da nuova (Per non parlare delle limitazioni alla circolazione imposte alle auto più vecchie)

Il cambio di batteria “probabile dopo 8 anni” è… improbabile che accada. Le ultime notizie sulla durata delle batterie mantenute tra il 20% ed il 80% della capacità massima parlano di 1000 cicli di ricarica per registrare un perdita della capacità di stoccaggio dell’energia del 20%. La batteria rimarrebbe comunque utilizzabile all’80% che non è esattamente da buttare via. La mia auto, omologata per 337Km con un “pieno”, anche calcolando per prudenza e per comodità 300km/ciclo percorrerebbe 300.000 km per vedere la batteria utilizzabile ancora all’80%. A meno di un gusto improvviso ovviamente.

Questi sono solo alcuni dei casi riscontrabili nel forum Tesla USA

1)”My 2013 Model S had an hv battery replacement back in 2019, and wouldn’t ya know it–right after going out of warranty it died again. Has anyone else replaced his/her hv battery more than once? Forum searches and Facebook groups have yielded no other owners having that experience.”

2)Mine was replaced Dec 2020. With REMANUFACTURED pack. I asked SC about warranty. ZERO, nada. No warranty on replacement pack. Good luck. SC said $22k for next remanufactured pack with no warranty.

3)My HV battery on my 2013 model S has reduced power…only charging to 60 miles. I don’t want to pay the Tesla service center $22,500 to replace it. I’m looking into third party options.

4)Tesla is trying to say my hv battery needs to be replaced because of dead cells in the battery. I had no sudden battery degradation. Charging worked fine.

5)Hello Everyone, I have 2013 Model S 85 with 97000 miles. Just got message ‘Maximum battery charge level reduced’ so took it to SC and get quoted with $15000 remanufactured 90kwh battery with only 1 year warranty.

6)I have a 2013 S85 with 100k miles and had the same error. I was quoted a remanufactured 85 battery for 11k or a new 90 battery for 22k plus suspension adjustment. I was told both would have a 4yr/50k warranty.

7)So my battery has died at 125200. They are quoting 24k to repair. It’s to my understanding that the warranty coverage has been adjusted last year for this model 60k to be 8 years/150k the car was sold in 9/14 so I have a few months left. I haven’t been able to speak to my advisor yet. No direct communication other than app. Anyone have any useful input?

8) I have a May 2013 and the battery just died and I got the dreaded $24k quote but I pushed them on my options for a refurbished battery and their parts department said those are $11k but none available right now. I think when you ask they only offer the quickest option. This just happened on Friday and I am waiting until Monday to go back to them as ask more questions.

Grazie mille per le preziose informazioni.

Giorgio buon giorno, Per prima cosa bisognerebbe capire se questi post sono verificati. Non mi stupirebbe scoprire che non è così. Ma potrebbe esserlo! Le batterie che venivano montate sulle auto all’inizio degli anni 10 erano molto diverse da quelle di oggi. Molto meno evoluto era anche il BMS e il sistema di gestione climatico del pacco batteria. Inoltre, esattamente come avviene per le auto termiche, anche tra le elettriche ci può essere una casistica di auto nate difettose. Ma questo non significa che tutte le Model S di quegli anni oggi siano da buttare!

Condivido gran parte delle riflessioni ma dissento totalmente dalla considerazione sul limite temporale dello studio ad 8 anni: il fatto che dopo 8 anni cessi la garanzia sulle batterie non significa che dopo 8 anni vadano sostituite, esattamente come il fatto che dopo due anni termini la garanzia sulla Golf, immediatamente dopo il suo 2.0 tdi tiri le cuoia. Nei grandi numeri il costo GLOBALE della manutenzione di un’elettrica è inferiore di ordini di grandezza rispetto ad un’endotermica: a parte il fatto che i freni durino assai di più, mancano in un’elettrica tanti organi di “consumo” e di potenziali noie a chilometraggi elevati (parlo di dati statistici, non dell’esperienza di mio cugino o del mio collega): frizione, organi del cambio e del propulsore con relative pompe e ammennicoli che, peraltro, richiedono pure onerosa manutenzione ordinaria (distribuzione per esempio), impianto di scarico, iniettori e debimetri, etc…

Grande Paolo Mariano, attacco frontale al Diesel, vai, non mollare!

Un caso fresco fresco, io ho una BEV da 1 anno e mi fratello mi chiede info di questo e di quello, gli faccio vedere i conteggi, come si usa ecc,ha possibilità di ricaricarla a casa,fa solo 15000km anno, quasi sempre urbano extraurbano, tutto bene, risultato, un mese fa mi chiama e mi dice che si è comprato una mild hybrid neanche plug in, gli ho chiesto, ma come mai? Tanti discorsi,ma alla fine la maggior parte delle persone non adotta una nuova tecnologia anche se gli dimostri che è migliorativa, ha paura di rischiare e preferisce andare sul sicuro,seguire la maggioranza. Comunque il problema maggiore è la paura di non potersi rifornire in modo pratico durante i viaggi più lunghi, in sostanza la paura dell’ansia da ricarica. Di certo all’attuale assenza di colonnine fast in autostrada è un grande deterrente.

La paura è lecita. Il problema è ci si ferma lì. Non si approfondisce.

Le persone ti dicono: eh, si, si, carina l’elettrica, ma poi nei viaggi come faccio? tu rispondi: fammi un esempio. Quale viaggio? ti dicono: eh, ad esempio, il fine settimana vado sempre a Modena (da Trento, n.d.r.) Tu rispondi: non hai bisogno di caricare. Ma se dovessi farlo, puoi farlo qui, qui e qui Ti dicono: ah!! vedi!! non sapevo… (non sapevano, ma hanno dato per scontato fosse impossibile, senza verificare, senza provare, senza cercare di informarsi)

Il problema, spesso (non sempre, solo spesso) non sta nell’inadeguatezza del mezzo, ma nella pigrizia mentale. Nel mancato approfondimento.

La carenza di colonnine in autostrada è un deterrente. E’ vero. Ma il 90% delle persone si stupisce quando mostri loro quante sono. Anche se in realtà non si sono mai disturbati a controllarlo. Ma al bar sono sempre pronti a dire: eh, non ci sono colonnine! sono poche…

Ma lo avevo documentato, lui stesso aveva approfondito per suo conto, ma cosa è successo? E’ successo che a forza di cercare articoli, ha cominciato a dare credito a quelle fonti di informazioni che lo rassicuravano perché ponevano dei problemi delle EV e ha cominciato a non credere più ad articoli a favore EV, questo gli permetteva ad addivenire ad una scelta meno “Destabilizzante”, una specie di opera di auto-consolazione, di giustificazione, per non prendere EV, ha finito per credere a quello che lo portava a quella scelta. Addirittura si verifica il fatto, e parlo anche di altre scelte, che una volta fatta la scelta che si rivela palesemente sbagliata conti alla mano, gli stessi conti di prima della scelta, sono felici lo stesso, perché “Va bene così” punto e basta, altrimenti dovrebbero ammettere di aver commesso un errore e sarebbe di nuovo “Destabilizzante”. Molta gente è fatta così, non vuole compromettersi e non vuole rischiare, l’unica cosa che gli potrebbe smuovere è la massa, cioè si smuovono quando vedono che la massa fa quella cosa, allora per loro il minor rischio e fare quello che fa la maggioranza. A mio pare parlare di conti economici o questione tecniche a queste persone è inutile, tanto alla fine quando si arriva al dunque fanno il contrario, quindi prima di partire con le spiegazioni, bisognerebbe capire se di fronte hai un interlocutore in grado di recepire e voler realmente misurarsi con la nuova tecnologia, ma sono una minoranza.

Eh, in effetti un vecchio adagio dice che non è necessario dimostrare il contrario, è sufficiente creare dubbi. E i dubbi frammisti alle consuetudini fanno restare sulla vecchia strada, per non doversi pentire…

So bene che il mio commento non avrà repliche. O avrò risposte non pertinenti alla mia osservazione. Come ogni volta che ho scritto. Ma della reale autonomia e della conseguente reale fruibilità di una vettura elettrica, perché nessuno ne parla? Posso caricare a casa, posso comprarla perché le mie tasche me lo consentono, me ne frego del valore tra 8 anni. Ma come mai non la compro? Ho già un bellissimo scooter elettrico…come si spiega che non acquisto un’auto elettrica? Il range di azione è strettamente legato al commuting. Si deve programmare le tratte come un volo intercontinentale. Qui da me non ci sono colonnine. E non posso affatto programmare le mie tratte. Il termico è assolutamente insostituibile. E come me tantissime persone hanno lo stesso problema, ecco perché l’elettrico non decolla come vorreste. Le vostre disamine impeccabili nin fanno i conti con la realtà. Ecco perché vi dicono che vivete in una bolla…

Buon giorno Luca, cerco di darle una risposta pertinente alla sua osservazione. Se non lo fosse, la invito a scrivere nuovamente. Noi di Vaielettrico, a suo avviso non parliamo della reale autonomia e della conseguente reale fruibilità di un’auto elettrica? Ne scriviamo quotidianamente. Personalmente mi occupo della quasi totalità dei test pubblicati. E poi ci sono tutte le esperienze dei lettori che ci scrivono. Credo che sul panorama nazionale siamo il più grosso collettore di esperienze dirette e senza filtri. E quasi quotidianamente scriviamo anche che un’elettrica non si acquista a cuor leggero, come si farebbe con qualsiasi altro tipo di trazione. Un’elettrica va pesata. A oggi non è adatta a chiunque. Ma è adatta a molte ma molte più persone di quante non la acquistino. E questo è un fatto. Anche un’auto che non è certamente campionessa di autonomia, come la versione base di ID.3, può garantire un minimo di 200 km di autonomia (e arrivare a oltre 300). Sono milioni le persone che hanno la possibilità di ricaricare a casa e che percorrono meno di 200 km al giorno. Ecco il mio punto. E queste persone, anche qualora vivessero in luoghi dove le colonnine pubbliche non esistono, potrebbero tranquillamente utilizzare un’elettrica. Non conosco il suo caso specifico. Ma se è così gentile da volermi dire che tipo di necessità ha, che tipo di percorrenze deve coprire, che utilizzo fa dell’auto insomma, sarò più che felice di dirle cosa può fare. E magari di confermarle che un’elettrica al momento non è adatta alle sue esigenze. Non ci tratti per favore come dei fondamentalisti dell’elettrico. Perché semplicemente non lo siamo. Ho gestito parchi auto aziendali enormi. Conosco molto bene la realtà e non vivo in una bolla. Mi creda. Attendo sue. Grazie!

In effetti Luca, spero voglia perdonarmi, ma in una percentuale prossima al 70% gli articoli presenti su questo sito hanno come argomento (quantomeno di fondo) o la ricarica o l’autonomia.

Ma Alessandro, per forza! E’ ovvio che un’auto elettrica è vincente sotto quasi tutti i punti di vista su una termica!!!! Ma: quando vado in vacanza? Quando vado di fretta? Quando mi muovo in zone industriali per lavoro, dove le colonnine non ci sono? Io credo che chiunque provi una ID3 e poi una Golf, se non ci fosse il problema autonomia sceglierebbe la ID3 (si, va bene, problemi software, ma quelli si risolvono….magari la finitura è quella che è, sono il primo a dirlo….), e lo farei anche io. Ma io vedo due problemi: il prezzo di acquisto (in rapporto all’autonomia) e la praticità di ricarica. Poi l’ultima cosa: io ho il terrore del degrado del pacco batterie, che ha un costo tale da farti buttare l’auto…sarà anche vero che dopo 220.000 c’è ancora il 90% di batteria…su tutte le auto? Davvero, non lo so.

Sembra un post scritto da me…

Non mi sono espresso bene. Cercherò di essere più chiaro. Il mio riferimento a risposte non date o non pertinenti era a miei post di diversi mesi fa. Il riferimento alla “bolla” è semplicemente dovuto alla poca considerazione del problema della impossibilità di sostituire l’auto termica con una elettrica, cosa che qui con voi sembra essere possibile con ridotte o addirittura nulle rinunce. Apprezzo molto i vostri articoli. E credetemi, acquisterei una elettrica già domani. Mi occupo di rinnovabili e vivo in Basilicata (come scritto altre volte), offro assistenza come una ambulanza con il medico. L’uso di una elettrica qui, è assolutamente improponibile per la scarsissima disponibilità di fonti di ricarica (diciamo totale assenza). E mi bolle il sangue quando leggo di qualche saccente che mi risponde che potrei caricare in questa o quella colonnina. Ce ne sono 5 in tutta la città. Ma le pale eoliche e i grandi impianti fotovoltaici non si trovano in città. Si trovano in luoghi a volte 80 km dal centro. E vado di emergenza in emergenza. I paesi attorno sono assolutamente privi di qualsivoglia assistenza per la ricarica. Qui viene il mio problema. Si parla di elettrico ma non si dice mai come affrontare la realtà: le colonnine, fuori dai centri NON ci sono. E non solo qui in Basilicata. E io non sono una mosca bianca. Tantissimi non possono programmare i viaggi in auto. La grandi città e i comuni molto virtuosi montano colonnine ovunque, ma non sono la realtà, sono una eccezione. E quando ho detto la stessa cosa in altri post, non ho avuto risposta o sono stato “redarguito” perché io non capisco la filosofia dell’elettrico… Forse vedete un mondo che non è per tutti. E non leggo mai, per esempio, di uno svitato di Trecchina (PZ) che si sposta a Miglionico (MT) per una attività non prevista mezz’ora prima, luoghi dove a stento arriva la corrente elettrica e si può comprare solo gasolio o benzina. Leggo di viaggi programmati, di commuter, di mamme che portano i bimbi a scuola, di gente che non conosce imprevisti ed ha servizi ovunque. Scusatemi, non è una critica a voi, davvero vi stimo moltissimo, ma leggerei piu volentieri di qualcuno che sostiene la mia tesi e mi dimostrasse che sbaglio.

In Basilicata, probabilmente, viaggiare in auto elettica è molto complicato. Fa benissiono a segnalare il problema e noi siamo i primi ad appoggiarla. Però la Basilicata (o il Molise?) è la regione più piccola d’Italia. In tutto il nord e gran parte del centro Italia la situazione non sarà ottimale, ma nemmeno quella che racconta lei. Quindi è lei l’eccezione.

La Basilicata NON è la regione più piccola d’Italia. Forse Molise, val d’Aosta e qualcos’altro. Informatevi realmente sulla situazione legata ai servizi da Roma in giù. Io l’ho fatto. Ho un amico con una ID3 che tribola per spostarsi da Potenza a Maratea e rientrare. Per cortesia….

Credo che Luca sia una delle poche persone a cui possa dare regione. Un paio di settimane fa ero proprio in Basilicata per lavoro, durante il fine settimana ho affittato una CUPRA Born a Matera solo per fare un test e ho percorso in totale 830 Km nei due giorni di noleggio e devo confermare quanto dichiarato da Luca, trovare colonnine di ricarica in questa regione non è come trovarle a Bergamo nella provincia dove vivo che però conta da sola il doppio degli abitanti dell’intera Basilicata. Purtroppo i lucani sono attualmente svantaggiati a causa della presenza non proprio capillare dei punti di ricarica, la mia fortuna è stata che alloggiassi a Bernalda dove era presente una colonnina da 22 kW a cento metri dall’hotel e quindi nessun problema di approvvigionamento energia, infatti in meno di 5 ore l’avrei potuta ricaricare dallo zero al 100%.

Infatti Luca ha perfettamente ragione. Io non ho mai attraversato la Basilicata con un’auto elettrica ma mi è bastato consultare le tre app di navigazione scaricate sul mio cellulare per verificare che la rete di ricarica è gravemente deficitaria. Per di più la gran parte delle colonnine sono in Ac o presso hotel. Ma rileggendo lo scambio di commenti tra me e Luca si accorgerà che erano altri i punti di disaccordo. Uno lo cita anche lei: la situazione nel Nord e nel Centro è ben diversa. Il secondo riguarda la pianificazione dei viaggi che non è l’odissea descritta da Luca: basta anche una sola app per individuare le colonnie (se ci sono, ovviamente), verificare se siano libere o occupate, farsi condurre sul posto con il navigatore e addirittura prenotarle con 15 minuti di anticipo. A lei potranno sembrare banalità, ma chi non ha mai guidato un’auto elettrica, come Luca, non lo sa. Anzichè inalberarsi, avrebbe potuto far tesoro dell’informazione e verificarla di persona. Invece sa solo dire che siamo noi a “vivere in una bolla”. Mah, vai a capire…

Venga a Napoli 970.000 abitanti. Auto buttate in ogni angolo di via sui marciapiedi per strada (stante l’assenza di box privati per la stragande maggioranza dei cittadini). Ora consideri una media di 2 veicoli a famiglia…!!! Una Napoli elettrica….forse. Ma dovrebbero prima demolire la stragrande maggioranza degli edifici Storici.

Guardi che abito a Bologna, che è la città con il più grande centro storico medioevale d’Europa. Però di auto buttate sui marciapiedi non ne vedo quasi mai. Dove finiranno? Mistero. Non sarà che tutti i posteggi sono a pagamento e chi sgarra si becca una multa in 10 secondi?

Io vivo in provincia di Como. In Lombardia di colonnine ce ne sono a sufficienza. Come ho già detto quando mi capita di andare in Svizzera la situazione è ancora migliore. Mi capita di fare viaggi di 400 o 500 km andata/ritorno senza troppi problemi con e208. Stiamo valutando di sostituire anche l’auto di mia moglie con un’elettrica (magari una Tesla) quando la cambieremo tra qualche anno.

Mi perdoni, Luca, non ho capito bene. Lei guida un’ambulanza? O un’auto? Posso chiederle quanti km percorre al giorno? Non voglio convincerla che potrebbe già oggi avere un’elettrica. Assolutamente. Anche perché non ho abbastanza informazioni per farlo. Vorrei solo capire meglio.

Buongiorno sig. Mariano, intendeva dire che per lui l’auto è come l’ambulanza per un medico. Non guida un’ambulanza 😉

Grazie per l’interesse, Mariano Come detto da Astuto, non guido un’ambulanza e non sono un medico. Mi occupo di consulenza e risoluzione di problemi legati a impianti eolici e fotovoltaici (qui in Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, sono parecchi). Percorro anche 500 km (ieri ho raggiunto Lecce da Melfi, poi sono scappato nella campagna di Brindisi e poi in quella di Taranto… Chi come me fa questo come può vedere nell’elettrico la soluzione? Giuro, se trovassi una soluzione, andrei domani a comperare una elettrica… Ma dove ricarico? Nella presa di corrente dell’impianto fotovoltaico (se il cliente me lo permette)? Mi porto un gruppo elettrogeno come backup? Le infrastrutture qui NON ci sono. Lungo le coste di Campania, Calabria Puglia, ok… Ma nelle zone interne esistono a stento distributori di carburante. Quanti, di quelli che pubblicano le loro esperienze lo fanno dal sud?

Questo per dire che quanto riferite in merito alle esperienze di chi guida elettrico, dovrebbe essere contestualizzato, oltre che con il portafoglio di chi acquista, anche con la zona in cui viaggia… Vengono francamente i nervi a leggere che da Como ci si sposta in Svizzera senza pensieri e qui, ancora in Italia (sulla carta) non posso fruire allo stesso delle colonnine.

Come fa a dire che nessuno ne parla? Questo sito è pieno di articoli e dibattiti sui temi dell’autonomia, della ricarica e della programmazione di un viaggio. Lei evidentemente non ci legge. E non sa nemmeno che tutte le stazioni di ricarica sono tracciate in decine di app e di siti. Può vederle tutte, in tutta Europa, comodamente dal suo computer, con localizzazione precisa e caratteristiche tecniche. Tramite app può utilizzare il navigatore per raggiungerle, prenotarle, attivare la ricarica, ricevere la fattura del pagamento. Questa è la realtà. Non sarà che in una bolla ci vive lei?

Qui il problema è tutt’altro, più volte mi sono “scontrato” con amici e parenti che il confronto non lo vogliono fare, estraggono da qualsiasi contesto situazioni vere, ma al limite della realtà. Mi sono sentito dire “la macchina deve essere al mio servizio!” “Se devo partire per Napoli non devo preoccuparmi di non arrivare per la ricarica, e non posso fermarmi ore a ricaricare” poi nella realtà lavorano a 5 km da casa e fanno 10/15 mila km all’anno. Quindi caro Luca, da felice possessore di vettura elettrica le dico di NON comprare una, prosegua con le vetture termiche. Io che abito in un piccolo centro, paese 1100 a istanti e frazione 700, grazie alla lungimiranza dei nostri amministratori, abbiamo 4 stazioni di ricarica, nella città vicina circa 45000 abitanti ci sono circa 30 stalli, e tutto in torno ancora di più. Comunque, sono andato fuori argomento, i confronti si fanno e si fanno con prodotti il più simile possibile e e questo è stato fatto.

Buongiorno, aggiungo un commento solo per ringraziare Paolo per tutti i suoi articoli di approfomdimento sulle auto eletriche. Dopo molti dubbi 6 mesi fa ho acquistato una id3 city con batteria da 45 kWh. Ne sono assolutamente entusiasta. È perfetta per le esigenze della mia famiglia. Ho installato una wallbox in garage e non ho dovuto neanche aumentare la potenza del contatore. Dopo 10.000 km non posso che dirmi soddisfatto della scelta fatta, nonostante gli aumenti del costo dell’energia elettrica. Grazie Paolo! P.S. Ho anche una vecchia audi a gasolio, ma non c’è paragone, la guida di un’elettrica è tutta un’altra cosa.

Vedo pochissime Golf diesel in giro, essendo un auto troppo cara per quello che dà, e non vedo proprio ID3 in giro, essendo un’auto davvero scarsa per il prezzo richiesto. Non ci siamo, non avete contatto con la realtà ma vivete in una bolla.

Secondo lei dovremmo parlare delle auto che si vedono di più in giro? Non di quelle che costituiscono un risparmio economico ed ecologico? E perché, di grazia? Se anche solo una piccola parte di quanti sono nelle condizioni di poter ricaricare l’auto a casa realizzassero improvvisamente tutti i vantaggi connessi, si formerebbero le file fuori dalla concessionarie. Forse è piuttosto lei che non ha confidenza con i numeri. Ma se è arrivato fin qui, e si è spinto fino a commentare un nostro articolo, evidentemente una certa curiosità l’abbiamo suscitata. O è venuto solo per urlarci in faccia quanto siamo scollegati dalla realtà (a suo giudizio)? 🙂

Leggendo i commenti qui e su altri siti trovi un numero sorprendente di persone smaniose di farsi fregare i soldi da petrolieri e meccanici. Io credo che a ognuno vada dato ciò che desidera.

Ahah, è vero! Passi per i meccanici che è economia domestica ma spendere soldi per comprare petrolio vuol dire proprio farli uscire dall’economia italiana e non vederli più!

Con una precisazione però: quando compri carburanti in parte finanzi stati esteri ma in gran parte paghi delle tasse. Cavour diceva che le lotterie sono delle tasse per gli stupidi, parafrasando lo sono anche i carburanti. Se non fosse che dietro ci sono i soliti problemi di emergenze umanitarie causate dalle guerre per accaparrarsi il petrolio, inquinamento delle città e cambiamenti climatici troverei la cosa molto divertente. Purtroppo però i problemi stanno sfuggendo di mano, mi chiedo solo a che prezzo dovranno arrivare benzina e gasolio per riuscire a convincere chi ha la testa abbastanza dura da non capire che tutto quanto sta per finire? Temo che quando saremo in guerra non ci saranno più confronti da fare.

Una dubbio: leggo di 8000 € risparmiati dopo 8 anni di utilizzo. Considerate che le 2 auto, dopo 8 anni, avranno lo stesso valore residuo?

Non lo sappiamo, Dario. Ma se dovessi fare una scommessa, scommetterei che nel 2030 una full electric di 8 anni abbia un valore residuo superiore a quello di un’auto diesel di pari età.

Ci sono diversi studi di società finanziarie che prevedono una svalutazione 8nferiore per le BEV. Ci saranno poi delle differenze fra un modello e l’altro, come sempre.

Buonasera, sono proprietario di una vettura elettrica e non pago l’energia elettrica 0,25 euro al kWh nemmeno con la fornitura ad uso domestico per i residenti nella fascia oraria più conveniente (di notte e nei giorni festivi). L’energia elettrica alle colonnine costa molto di più. Il diesel dal benzinaio oggi costava 1,8 euro al litro. Per favore facciamo confronti reali. Non ho comprato una vettura elettrica per risparmiare. L’ho fatto per scelta sperando di contribuire a inquinare un pò meno il nostro bel pianeta Terra.

Buona sera Massimo, mi dispiace che lei non paghi 0,25 Euro/kWh nemmeno di notte e nei festivi. Tuttavia questo al momento è il prezzo medio per i contratti casalinghi sul libero mercato, al netto ovviamente di tutti i costi fissi, che avrebbe anche se non avesse un’auto elettrica. In questo articolo indico come effettuare il calcolo (https://www.vaielettrico.it/quanto-costa-ricaricare-a-casa-e-la-zoe-vaielettrico-risponde/). Ai tempi in cui è stato scritto quell’articolo i costi erano molto più bassi, ma i principi del calcolo non cambiano. Nell’articolo qui sopra specifico che il calcolo si basa su ricariche effettuate a casa. E che la convenienza rimarrebbe anche nel caso in cui il costo dell’energia, al netto dei costi fissi dovesse arrivare a 0,50 Euro/ kWh. Il diesel, al momento in cui è stato scritto l’articolo, era a 2,15 Euro/litro. Ho inserito il valore di 2,00 Euro. Se lo calcola a 1,8 Euro/litro, la convenienza resta ed è comunque importante.

Sono uno dei tanti ex lettori che ha smesso di acquistare Quattroruote esattamente per quella ragione: da possessore di EV con quattroruote (Tesla, per di più) non mi spiego il loro accanimento. Recentemente titolavano “Richiamo di 1 milione di Tesla per grave problema ai sistemi di gestione”: a parte che l’aggiornamento è stato via OTA come al solito senza che nemmeno i proprietari se ne accorgessero, il “grave problema” era che in taluni casi se disattivavi manualmente dalle impostazioni il cicalino di cintura di sicurezza non indossata e poi mettevi la macchina in parcheggio senza aprire la portiera, quando ripartivi non ti avvisava di nuovo considerando il viaggio come continuazione del precedente. Gravissimo, direi mortale. Dev’essere davvero doloroso per gli ex Direttori di 4R assistere al loro lento uniformarsi all’editoria più commerciale e leggera.

https://www.facebook.com/100044608531548/posts/519250799571867/ si provi ad ascoltare questo discorso assolutamente apolitico e obiettivo sull’argomento, si capirà molto bene perché i cittadini sono ancora poco inclini ad un cambio auto e a sposare la tecnologia dell’elettrico. Bene inteso io sono assolutamente a favore della tecnologia, ma mi rendo conto che non è assolutamente facile, questo da semplice uomo della strada. Cordiali saluti a tutti.

Personalmente non credo, Luca, che i cittadini siano poco inclini all’elettrico perché preoccupati della filiera produttiva italiana ed europea, o di quanto la nostra economia sia pronta. Sono più dell’idea che ci siano pigrizia mentale e superficialità delle considerazioni alla base della mancata scelta di un’auto elettrica.

Non sono d’accordo, il discorso che viene fatto non riguarda esclusivamente la filiera, si parla anche dei dubbi del comune cittadino su una tecnologia ancora ai più non accessibile e che senza una concreta legiferazione che la sostiene, anche il costruttore meno reticente e più incline alla transizione nel breve-medio periodo, guarda giocoforza ad altri mercati. Qui siamo ancora in una fase, che se anche i più volessero avvicinarsi al mondo elettrico, costi permettendo, il sistema non è sostenuto da una infrastruttura adeguata, pertanto non sfruttabile e quando anche questa fosse in essere, la si dovrebbe sostanzialmente mettere in esercizio attivo, in un paese come il nostro dove la corrente la si fa in pratica con il gas

Sono modelli diversi, i confronti andrebbero fatti a parità di modello, la Golf è rifinita meglio. Opel Corsa, Peugeot 208, Peugeot 2004, Citroen C4, Opel Mokka, Kia Niro, Hyundai Kona: il diesel costa sempre meno, salvo poi ripagarsi nel tempo. A titolo di esempio, la Opel Corsa elettrica costa 13k € più della diesel.

Non capisco perché i confronti si fanno solo con le Volkswagen. Siamo Italiani o tedeschi? Perché non confrontate una id3 con la mia jeep compass 1,6? Partiamo con 6000 euro di differenza in meno e parliamone… Se invece vogliamo rimanere completamente in Italia confrontiamo una 500 elettrica con una mild hybrid…

perchè la ID.3 e la Golf sono nello stesso segmento

difficile comparare la cocacola con la fanta

ne es el mismo lo so non è in italiano , ma ci sono più italiani all’estero che in italia sallo !

Piero, l’auto diesel che secondo le prove di Quattroruote consuma meno è una Golf. L’auto elettrica che nasce come controparte elettrica di Volkswagen Golf è Volkswagen ID.3. Stesso segmento, stesse dimensioni esterne (ma maggior spazio interno), prestazioni paragonabili, prezzo di listino (senza incentivi) identico.

È VERO! Perché non confrontiamo una Citroen Ami con un Hammer?!? Cosa ci volete nascondere? COSA?!?

Vedo con piacere che in questi giorni il signor Paolo è lanciato palla al piede come manco Maradona in Argentina Inghilterra. Me ne rallegro e me ne compiaccio😉

Mi sfugge la ratio delle critiche. Sinceramente, a sto giro trovo l’articolo di Paolo totalmente inattaccabile nella forma e nelle premesse.

E’ un po’ tirato come confronto Alessandro. Io posso dirti che secondo altri siti (tra cui sprintmonitor) la diesel più economica è la Citroen 1.5 BlueHDI sia nella versione C3 che C4. Ora, anche ammettendo che la Golf 2000 TDI consumi un filino meno (ma non è così, te lo dico già), chiaro che se sono uno che guarda al risparmio prendo la Citroen C3 o C4. La C4 diesel parte da 24.650, la e-C4 da 35.400 (con autonomia WLTP di 350 km …), ovvero 11.000 euro in più. Peggio mi sento se, visto che si parla di risparmio e di diesel, io volessi puntare sulla più economica C3 che offre consumi ancora migliori. La C3 diesel parte da 19650. Con quale elettrica dovrei confrontarla? Semplicemente non c’è: la Dacia Spring, la Renault Twingo e la Fiat 500e certamente no, sono citycar molto più piccole. Per trovare un’elettrica con cui fare un confronto devo spostarmi almeno su Opel Corsa elettrica, Peugeot 208, etc., anche qui arrivando a superare le 32000 euro di spesa iniziale, con una differenza quindi di acquisto di 13000 euro.

Questi 11/13000 euro si recuperano in 10 anni? Forse sì, forse no, dipende dai km, da dove si ricarica, etc. Vista la percorrenza media italiana di 11.500 km annui, moltiplica per 10 anni e fa 115.000 km, considerando un consumo medio di 21 km/l (secondo sprintmonitor il consumo è migliore, ma facciamo 21, quello della Golf) sono 5476 litri di diesel che moltiplicati a 2 euro/l (sto esagerando!) fa 10952 Euro in 10 anni. E l’elettrica la corrente non la paga, viene sempre tutta dal fotovoltaico gratis anche quello col superbonus 110%? E non ci pago gli interessi sui 12000 euro che ci metto in più all’inizio e che devo pagare a rate?

Chiaro che se si scelgono volutamente per il confronto 2 modelli che partono dallo stesso prezzo allora vince l’elettrico a mani basse. Questo è un confronto che si può fare tra le BMW i4 e serie 4 diesel, magari ci sta, molto meno tra Golf 8 e ID.3 perché, ripeto, sono auto con diversi livelli di lusso e finiture. La Golf costa tanto perché è molto più curata all’interno.

E poi, se dovessi confrontare davvero la ID.3 con la Golf, chiedo: la ID.4 con cosa dovrei confrontarla? Con la Tiguan diesel che costa 10.000 euro in meno?

Non mi metterei a fare nessuno di questi confronti. I confronti diesel vs elettrico io li farei a parità di modello, qui: Opel Corsa, Peugeot 208, Peugeot 2008, Citroen C4, Opel Mokka, Kia Niro, Hyundai Kona. Se di un modello esiste solo la versione diesel o elettrica, eviterei confronti …

forse un po’ per abitudine e “passione”, ma avendo organizzato e partecipato a diverse decine di “comparative” in ambito moto, nel mio intervento parlavo squisitamente da un punto di vista giornalistico.

Di base qualsiasi mezzo può essere messo in comparativa con un qualsiasi altro mezzo. Si possono trovare argomenti per mettere in comparativa il Ciao con la R1 volendo. E’ che a un certo punto si deve decidere di cosa parlare e si deve esplicitarlo fin da subito. Cosa che Paolo ha correttamente fatto. Il suo criterio è stato semplice e secondo me del tutto corretto: UN ALTRO giornale (quindi “giudizio neutro”) ha stabilito che la Golf di cui sopra è il Diesel meno assetato; trattando questo sito di vetture elettriche il Nostro è andato a pescare ALL’INTERNO della STESSA MARCA (i maiuscoli solo perchè mancano grassetti e corsivi, non sto urlando) la vettura ELETTRICA che costa una cifra di acquisto COMPARABILE e ne ha valutato consumi e costi di esecizio (tra l’altro quest’ultima voce rappresenta il “vero” lavoro del Nostro, quindi sarei tentato di ritenerlo particolarmente competente in materia). Il tutto è stato esplicitato fin dal titolo e, a mio avviso, portato avanti in maniera sostanzialmente condivisibile. Poi chiaro che sarebbe molto interessante vedere cosa fanno la Corsa Diesel e la Corsa Elettrica, anzi, mi aspetto che prima o poi se ne occupino. Ed altrettanto ovvio che gli argomenti si possano protrarre all’infinito con proiezioni di spesa a 10 anni. Ma come diceva il mio Direttore, a un certo punto bisogna fermarsi, non foss’altro perchè al di là delle 3 cartelle c’è il rischio che il lettore si stufi. Ma torno a ripetere: secondo me, che ho fatto questo lavoro, giornalisticamente questo articolo è inappuntabile. Tutto qui.

Rispetto la tua opinione ma io continuo a dissentire.

1. perché scegliere il confronto con una versione di pari potenza (150 cv) e non con una versione di “pari” autonomia (la Golf fa 1000 km) che costa 10000 euro di più?

2. perché scegliere di applicare da qui a 10 anni una previsione di prezzo di 2 euro/litro per il diesel ed escludere, ad esempio, il costo di acquisto e installazione di una wallbox e la dispersione in fase di ricarica?

3. visto che il confronto tra diesel ed elettrica a parità di auto (ti ho già citato l’elenco) è sempre sfavorevole per l’elettrica, non ti viene il dubbio che se un’elettrica e una termica partono esattamente dallo stesso prezzo di acquisto forse i componenti della termica sono qualitativamente superiori? Perché per tutti i modelli da me citati ci sono mediamente almeno 11000 euro di differenza di prezzo iniziale (PUR in presenza di batterie piccole) mentre proprio Volkswagen riuscirebbe nel miracolo di offrire 2 auto “confrontabili” allo stesso prezzo di acquisto?

Questo non è un confronto del tipo “Opel Corsa vs Fiat Grande Punto vs Renault Clio” dove si evidenziano pro e contro di ogni modello dello stesso segmento, né un confronto “Golf diesel vs Golf metano”. Questo è un confronto che nasce unicamente per dimostrare che l’elettrica costa meno di una termica anche in assenza di incentivi, fatto prendendo una delle termiche più care nel segmento C (del segmento C fa parte anche la C3 BlueHDI da 110 cv che consuma meno e costa la metà) e l’elettrica più economica di pari segmento, con la scusa che hanno la stessa potenza. Visto l’obiettivo del confronto, a mio avviso lo stesso è viziato dai tanti difetti che ho elencato.

Dopotutto, quale altro risultato si poteva ottenere confrontando la regina delle termiche del segmento C contro la più economica elettrica dello stesso segmento?

Signor Paolo lei è il solito monello! ☝️☝️☝️☝️😉😉😉

Alessandro, suvvia, se parliamo di risparmio sai benissimo che uno dei talloni d’Achille delle elettriche è proprio il prezzo d’acquisto. Nella realtà ci sono vetture che consumano un pochino più della Golf ma che costano parecchie migliaia di euro in meno, quindi quando vai a fare i conti le cose cambiano drasticamente.

Signor Astuto, mi arrendo subito anche con lei. 😂

Le dico solo che io NON parlavo di risparmio. 😂😂😂 ma proprio nemmeno da lontano. 😂😂😂

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