BARI - Via Manzoni che cambia nella «città che cambia»: la riqualificazione sta per partire. E questa volta si fa sul serio. Tanto che c'è chi, in barba a scettici e pessimisti, apre addirittura nuovi negozi. «Mi danno dell'incosciente per aver aperto una nuova attività commerciale in via Manzoni – commenta Angelo Sisto - ma nel rilancio della “mia” strada io ci credo fino in fondo».
Sisto è un commerciante di abbigliamento da uomo presente da tre generazioni nella storica arteria del commercio barese. «A pochi isolati di distanza l'uno dall'altro, ci sono il negozio che nel 1939 aprì mio nonno e quello che ho aperto qualche mese fa – commenta - con una vetrina per una clientela più giovane e sportiva. Per alcuni è considerato perlomeno un atto di coraggio – continua Sisto – ma dagli incontri che due mesi fa noi commercianti abbiamo avuto con l'amministrazione comunale, la volontà reciproca di rilancio e riqualificazione questa volta esiste da ambo le parti e soprattutto ha un programma strutturato».
Infatti, come la Gazzetta aveva anticipato qualche giorno fa, sindaco e assessorato allo Sviluppo economico si erano confrontati con i commercianti dell'associazione «Via Manzoni e dintorni». Programma alla mano, obiettivo la pedonalizzazione in via sperimentale di alcuni tratti di via Manzoni. Abbinata a sostegni economici per le attività commerciali di nuova apertura e non; e ad eventi collaterali sul territorio, per coinvolgere nella rinascita residenti e commercianti e cittadinanza tutta. «Un incontro davvero proficuo – aveva commentato all'indomani dell'incontro Patrizia Lucamante, presidente dell'associazione di commercianti “Via Manzoni e dintorni” -. Aspettiamo i prossimi step in questa direzione. Così come sono attesi gli incentivi comunali per la riqualificazione, indispensabili per sostenere, promuovere, accompagnare il commercio, che purtroppo non decolla in generale, meno che mai qui, se accanto ad una saracinesca alzata, con tante difficoltà, se ne ritrovano due abbassate».
«Al momento sono in corso, con gli inevitabili disagi per tutta la zona, i lavori di adeguamento ai collettori dell'Acquedotto - commenta Nicola Milella, altro storico commerciante di abbigliamento di via Manzoni -. Noi confidiamo nel fatto che a lavori ultimati si possa procedere con la prima parte della pedonalizzazione sperimentale. Non si tratta di investimenti fini a se stessi - continua Milella - ma di offrire servizi aggiuntivi al cliente che arriva, dargli motivo di restare e non andare altrove. Purtroppo i grandi brand ci snobbano perché non siamo una via appetibile. Gli stessi affitti proposti non sono alti, ma semplicemente i proprietari vogliono garanzie per dare in affitto i locali. È un gatto che si morde la coda. La pedonalizzazione, invece, prevederà anche lavori di arredo urbanistico, miglioramento della sede stradale, piccoli interventi che non stravolgeranno la zona, ma favoriranno l'apertura di strutture come bar con dehors; oltre a sostegni a fondo perduto per le attività che vorranno nascere e quelle che vorranno rifarsi il look».
«Ho un’attività commerciale in zona e abito a 500 metri da via Manzoni - gli fa eco un altro commerciante -. Nel weekend sono il primo a scegliere di andare a prendere l’aperitivo con la famiglia altrove: qui non c’è nulla. Per me e per i miei figli: pub, ristorantini, librerie o altre attività commerciali che trattengano residenti e cittadini». «Eppure un tempo per aprire un negozio qui bisognava lasciare una sorta di cauzione, una buonuscita che si chiamava avviamento commerciale - conclude Angelo Sisto -. Segnale del prestigio che rappresentava aprire un’attività in via Manzoni». Non mancano, tra i commercianti, le voci fuori dal coro. Intanto la mancanza di parcheggi, che potrebbe essere aggravata dalla pedonalizzazione. «In realtà via Manzoni non è Ztl e serve il grattino dalle 8.30 alle 20.30 - commentano i negozianti a favore -. Quindi non cambia granché». Altro potenziale problema? I mancati collegamenti con il resto della città. «Tempo fa avevano attivato il bus circolare che arrivava a piazza Garibaldi - commentano -, poi è stato soppresso perché non conveniente per il poco traffico». Quanto ad avvicinare una fermata della navetta del Park&ride, pare che sia stato obiettato che allungare il giro della navetta farebbe venir meno la rapidità del servizio di collegamento. Infine, su molti commercianti pesa il ricordo dell’esperienza (fallimentare) di chiusura al traffico di circa vent’anni fa. «Durò quattro, cinque anni.- commenta Sisto - . Ma si trattò di sola chiusura al traffico. Ora all’amministrazione comunale la prima condizione che abbiamo chiesto è di seguirci, organizzare: non limitarsi a chiudere la strada».
Bari , Rivoluzione via Manzoni , chiusura al traffico , commercio , riqualificazione , pedonalizzazione
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